Il progetto
Letture ballerine è un blog. Come tale, si spera, dignitosamente fuori moda. Quanto si trova scritto qui è il risultato di alcune curiosità personali di chi lo scrive e cura.
- La lettura, senza la minima pretesa di esaustività (“loro so’ un milione a scrivere e io uno a leggere”, direbbe Massimo Troisi), o necessità di leggere solo nuove uscite. Nella sezione Letture ballerine sono raccolte infatti note libere di libri di vario genere, dei loro autori e autrici, delle tematiche ricorrenti in essi, con alcuni spunti autoformativi. In particolare questi ultimi sono riguardanti attinenze trasversali con attività educative, formative e di cura. I libri sono osservati come testi e pretesti. Col massimo di: piacere, estemporaneità, rispetto e immaginazione.
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L’osservazione dei quartieri della periferia dal suo interno, da un suo abitante e testimone come tantissimi, che sceglie anche di leggerci e scriverci sopra. Nella sezione Visione periferica sono raccolti infatti articoli riguardanti le narrazioni e le scoperte possibili intorno alla realtà della periferia metropolitana, con particolare riferimento a quella di Roma.
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La riflessione intorno ai temi della formazione trova invece spazio nella sezione Autoformazione popolare. I temi ritenuti interessanti riguardanti la formazione (i loro significati, le loro teorie e tecniche), vengono affrontati per renderli più chiari innanzitutto a chi scrive, nel tentativo di farne strumenti in dialogo con le esperienze. Con un’intenzionalità divulgativa e di condivisione accogliente.
Tutto quanto descritto avviene in modo ballerino, da intendersi come goffo, parziale, malfermo, non definitivo, inadeguato, limitato, con la massima dose di leggerezza e semplicità consentita. Alla ricerca di una disciplina sostenibile.
Il blog Letture ballerine è un tentativo di tenere insieme letture sui temi appena detti, attraverso la scrittura.