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La Marcia su Roma di Lussu - Letture Ballerine
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La Marcia su Roma di Lussu
Crediti foto: Guerre et Fascisme – Rome 1924.jpg – Wikimedia Commons
20 Ottobre 2025

La Marcia su Roma di Lussu

Il testo
Emilio Lussu, Marcia su Roma e dintorni, 1945, 1965, 1976, Torino, Einaudi, pp. 190.

L’autore
Nato ad Armungia (Cagliari) nel 1890, combatté da tenente e capitano di fanteria la Prima Guerra Mondiale nella Brigata Sassari.

Introdusse elementi democratici attraverso il suo stile di comando, la critica all’autoritarismo militare e la solidarietà con i soldati. La sua figura rappresenta un seme democratico piantato nel terreno autoritario dell’esercito italiano del tempo.

L’impegno politico, iniziato in un qualche modo in trincea, prosegue nel 1919 con la fondazione del Partito Sardo d’Azione, formato da molti combattenti dell’isola, con un indirizzo democratico, autonomista e repubblicano.

Fu eletto deputato nel 1921 e nel 1924, fu subito antifascista e oggetto di aggressioni squadriste. Barricato in casa durante un ennesimo assalto del 1926, ucciderà uno degli assalitori. Trascorrerà tredici mesi in carcere, essendo poi assolto per legittima difesa.

Sarà comunque deportato al confino di Lipari, dove riuscirà ad evadere con Carlo Rosselli e Fausto Nitti nel 1929 e a recarsi a Parigi, dove sarà cofondatore del movimento “Giustizia e Libertà”. All’attività politica in esilio affiancherà quella di scrittore (ricordiamo almeno Un anno sull’altipiano). Era stato radiato dal regime dall’ordine degli avvocati. Sarà ministro nei primi due governi della nuova Repubblica (Parri e De Gasperi) e più volte senatore. Muore a Roma nel 1975.

Sintesi del libro
Il testo si compone di 22 capitoli indicati da numeri romani, in cui l’autore non vuole “scrivere la storia del fascismo”, ma “solo alcuni episodi legati alla mia vita”. Da testimone diretto, di una generazione che è la stessa dei militanti fascisti, che in molti casi sono stati suoi “compagni d’infanzia, di scuola, di guerra”. E anche di militanza originaria nel Partito Sardo d’Azione.

Lo stile è contrassegnato da brillantezza, ironia e satira. Una scelta stilistica per praticare una resistenza intelligente, che potesse arrivare a un pubblico vasto e internazionale. Uno stile comunicativo che mettesse in luce più efficacemente la condanna delle violenze politiche, ma insieme mettere anche un senso del ridicolo e dell’irrazionale, da affiancare alla loro estrema gravità. In genere la scelta della sobrietà del racconto e dell’ironia, danno luogo a un esito anti retorico nella presentazione dei fatti.

Il racconto si dipana dalla fine della Grande Guerra all’evasione di Lussu da Lipari, passando dalle elezioni del 1921 e del 1924, ai tanti episodi in cui acerrimi nemici del fascismo aderiscono, dall’atteggiamento complice del re, alla Marcia su Roma, dallo sviluppo del fascismo in Sardegna con episodi di violenza descritti in modo approfondito, alla complicità della guardia regia nella repressione degli antifascisti in piazza, dal primo governo Mussolini, al cambio della legge elettorale, dal delitto Matteotti, alla secessione parlamentare che porta l’opposizione all’Aventino, dalla descrizione del processo dell’autore a quella del confino e delle condizioni di prigionia. Dal delitto del liberale Giovanni Amendola (che aveva pubblicato sul “Mondo” prove che riconducevano la responsabilità del delitto Matteotti al Duce), agli assassini politici in Sardegna e all’olio di ricino per umiliare oltreché per colpire.

Ci sono gli incontri con sottosegretari, generali, ministri, rappresentanti dell’opposizione. C’è anche la critica all’opposizione al regime, eccessivamente parlamentarista, attendista e legalitaria per Lussu. Troppo poco per un uomo d’azione come lui che avrebbe partecipato attivamente alla Guerra civile spagnola nel 1936, dalla parte dei repubblicani.

Ecco la descrizione del suo arrivo a Lipari “De profundis – mi gridò da lontano un gruppo di militi fascisti. E ridevano soddisfatti, come se io fossi venuto a loro in extremis. Essi ignoravano che, normalmente la vita di un uomo politico, se non interviene il ferro oppure il fuoco, resiste più a lungo di quella del cittadino agnostico”.

Uno spunto autoformativo
Chi scrive ha acquistato il libro in un negozio dell’usato ai piedi di un paese vicino a Viterbo, Celleno, conosciuto oggi come “il borgo fantasma”, nel quale comunque si fa memoria di quello che è stata la vita tra le mura prima dello spopolamento. Da qui la prima domanda: l’antifascismo è oggi un museo?

Comprai il libro con la voglia di ascoltare dalla viva voce di un testimone del tempo cosa successe nel periodo del colpo di stato fascista dell’ottobre del 1922 e negli anni immediatamente successivi di trasformazione dittatoriale dello stato, mentre sul muro vicino casa mia, campeggiava una scritta con una dichiarazione d’amore particolare: “Sei bella come la Marcia su Roma”.

Tutti gli anni, a ottobre, ne rileggo delle parti.

Lussu lo scrisse nel 1933 in esilio a Parigi, per raccontare quello che era avvenuto in Italia con l’ascesa del regime fascista, a un pubblico straniero, soprattutto francese e angloamericano. Quindi perfetto per chi, come noi, sembra essere diventato uno straniero della storia e della memoria e ha bisogno di un racconto in presa diretta del tempo da parte di un oppositore perseguitato che assiste al dilagare della violenza, ma anche all’adesione opportunistica di tanti che vollero salvarsi ognun per sé, a Roma, in Sardegna e in Italia. Per non parlare dell’inerzia complice delle istituzioni.

La Marcia su Roma non è bella, non è bella la violenza vigliacca che si insinua nella politica, allora come oggi. Non è bella l’indifferenza alla politica che lascia strada libera alle peggiori trasformazioni autoritarie, che magari ci sembrano ridicole, ma che hanno conseguenze vere e durature.

Mentre appare bella e confortante la coerenza di Lussu che, seppure blandito in quanto ex combattente dal generale Graziano in Sardegna, non aderisce al fascismo né della prima, né della seconda ora come fecero molti. Lotta e racconta quello che ha visto, con ironia, amore per la chiarezza e, credo sia questa una chiave che rende il libro attualissimo, senza nessuna retorica.

November 1922: Italian fascist dictator Benito Mussolini (1883 – 1945). (Photo by Topical Press Agency/Getty Images)