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Gli autori e le Torri - Letture Ballerine
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Gli autori e le Torri
Crediti foto: Foto di Chris F: https://www.pexels.com/it-it/foto/alba-trasporto-pubblico-autobus-viaggio-10675523/
17 Dicembre 2024

Gli autori e le Torri

Chi scrive non si era mai soffermato su una serie di pubblicazioni del gruppo editoriale del giornale “la Repubblica”, che ha scoperto essere molte e varie. Poi qualche settimana fa, a fine novembre, tra Le guide ai sapori e ai piaceri ne è uscita una che descrive Le Torri di Roma. Segreti e bellezze delle periferie.
Per il direttore delle Guide, Giuseppe Cerasa, il motivo di questa scelta è quello di andare oltre i luoghi comuni negativi sulla periferia est di Roma, per dare una visione più completa della sua realtà e ricchezza, spesso limitata da descrizioni solo problematiche.

Devo ammettere che il primo motivo per cui mi sono fermato in edicola è stato l’aver saputo che erano state menzionate tra le pagine alcune realtà impegnate in attività di animazione civica che conosco direttamente e di cui mi faceva piacere che fossero così ben messe in luce.
Si tratta del lavoro pluriennale sulla crescita di opportunità sociali e culturali, sull’ascolto delle persone e sulla creazione di comunità in periferia di La Via del Fare (con Daniela Cioccolo, Gianfranco Gasparutto e altri) e di una realtà con meno storia alle spalle, ma con aspetti ugualmente interessanti che lavora sul senso civico e sul senso di appartenenza per migliorare la qualità della vita, anche attraverso postazioni di piccole biblioteche per strada: Cittadinanzattiva Torre Maura (con, tra gli altri, Daniele Palozza presidente e con Monica Aloisantoni).

Dalla lettura della guida nella sua interezza ho trovato contributi validi, tanto da voler seguire con questo e con altri articoli che si avvicenderanno prossimamente, le diverse parti che la compongono, cominciando qui da un commento sui “Racconti d’autore” compresi nella primissima parte.
Chi scrive lascerà poi a successivi articoli: gli “Itinerari d’autore” possibili nel territorio attraverso la testimonianza di artisti importanti; la definizione di cosa siano “Le Torri” e di dove siano; Infine quali possano essere “Le passeggiate” artistiche, culturali e ambientali da fare, con particolare riferimento (per mia scelta) al cinema e ai set romano – periferici.

Per stare sui “Racconti d’autore” è rimarchevole che l’apertura della guida sia affidata a due importanti scrittori. Antonio Pascale e Marco Lodoli.

Antonio Pascale

Il primo con l’intervento “Il senso della periferia tra orgoglio e ritorno”, racconta il confine percepito dell’inizio della periferia in motocicletta, da diversi punti della città. I criteri per riconoscere lo scivolamento sono il cambio di temperatura atmosferica e la comunicazione dei corpi delle persone che cambia, esprimendo in alcuni luoghi, più che in altri, rabbia e frustrazione.
In base a questi parametri narrativi, Pascale fissa l’inizio delle periferie nei seguenti punti: “già prima di Tor Bella Monaca” per la Casilina; dopo Casal Bruciato per la Tiburtina; Dopo gli studi Rai (altezza bar “Lo zio d’America”) sulla Nomentana; dopo il capolinea del tram 8 venendo da Monteverde (quindi dopo Via del Casaletto).  
Temi interessanti sono la periferia come libertà (citando Bruno Zevi), la periferia come “bellezza” fatta di “familiarità più meraviglia” (da Beniamino Servino) e la necessità di valorizzare la periferia non offuscandone la propria identità ma evidenziandola (“una cava, un muro scrostato, una torre dell’acqua, una tipologia abitativa pur abusiva, alcuni snodi ferroviari sono elementi familiari” da riconoscere e potenziare).
Mai per l’autore la periferia deve addomesticarsi nei suoi tratti tipici urbanistici per assomigliare e fare pace con il centro, deve invece mantenere il suo orgoglio di appartenenza, evitando i luoghi comuni o le banalizzazioni come quelle degli orti urbani (se incontrate lo scrittore, non parlatene mai!).
Per Pascale (autore tra l’altro di Un orto al centro. Educare alla sostenibilità, Giunti 2022) trasferito da Caserta al Pigneto nel 1989 e poi in altri luoghi dell’Urbe, non è innaffiando la scarola che si fa la rivoluzione delle periferie.

Piccola notazione a margine. Chissà se quando l’autore dice di aver passato “molte ore notturne” a Torre Maura e Borghesiana, lo abbia fatto rispettivamente nei locali Marron Glacé e Blue Sun. Del primo negli stessi anni, da ventenni gucciniani e un po’ severi con le discoteche, ci occupavamo, per il disturbo alla quiete pubblica che provocava agli abitanti di Via Sassonegro, su un bel periodico che si chiamava “Maura e le altre” (di cui magari ricorderemo meglio più avanti). Nel secondo si esibivano amici musicisti che andavamo a ascoltare dal vivo, in concerti affollatissimi. Ma anche questa è un’altra storia.

Marco Lodoli

Marco Lodoli, di cui abbiamo parlato anche recentemente ripartendo dalle sue Isole e di cui riparleremo per i romanzi Il Preside e Tanto poco, in “Le mattine in cattedra nel cuore delle Torri”, ripercorre strade e luoghi che dalla Roma lontana di Quartiere Trieste lo hanno portato per molti anni in vespa a Torre Spaccata e Torre Maura, nei plessi dell’istituto professionale in cui ha insegnato. Con due lunghe carrellate che descrivono questo avvicinamento, restituisce nella narrazione elementi urbanistici, toponomastici, architettonici, archeologici, etnologici e ambientali. Con nostalgia e riconoscenza. “In una ventina di minuti traversavo continenti, universi, galassie metropolitane. A ogni semaforo Roma si trasformava sotto i miei occhi”.
Per molti aspetti di competenza circostanziata dei luoghi raccontati, diremmo che l’autore è proprio uno di noi. Si rattrista e si preoccupa per il fuoco terribile che ha colpito la scorsa estate il pratone di Torre Spaccata (da decenni difeso dalla cementificazione senza che ne nascesse mai un parco, nonostante l’impegno di cittadini e comitati), è un ammiratore della biblioteca comunale di Via Rugantino dove accompagnava gli studenti “stanchi e annoiati” a ricrearsi, conosce e comprende strade e bar, così ben trasfigurati nei suoi racconti. In più, bontà sua, segue anche il nostro blog e la pagina instagram collegata e di questo lo ringraziamo.

L’invidia dei Parioli

Chiudendo questa prima parte sulla guida Le Torri di Roma, chi scrive registra due sentimenti contrastanti. Da un lato l’operazione editoriale è apprezzabile e mira sicuramente a fornire con originalità uno sguardo nuovo sulle periferie che esplora, facendone emergere aspetti storici, archeologici, urbanistici, architettonici, sociali e ambientali significativi.
Dall’altro, un diavoletto sulla spalla mi chiede se, vista la quantità di cose interessanti riportate, non susciteremo d’ora in poi un’invidia incontrollata dei nostri concittadini più sfortunati e quindi se un gran numero di abitanti di Prati, Monteverde Vecchio, Parioli, Ponte Milvio o Trieste verranno a implorare di essere inseriti nella periferia est di Roma. Sentite anche Pascale: “ma ora quelle zone di periferia sono più illuminate e molti si trasferiscono qui, perché, è vero, sono ex borgate, ma piano piano, ristrutturando le case, stanno venendo fuori villette uni o bifamiliari, con tanto spazio, anche per piccola piscina”.

Diciamo fin da subito che non c’è posto, non possiamo accogliere tutti nel nostro nuovo eden.
Quello che vogliamo rimarcare è che è certamente è giusto e vitale apprezzare i contesti territoriali presi in considerazione, ma non possiamo dimenticare il piano di realtà e i percorsi di attenzione che le istituzioni devono continuare a garantire a porzioni così popolose della città, dove vive, almeno in proporzione, la parte maggioritaria dei cittadini, meritevole di un livello di servizi e opportunità adeguato. Ma ovviamente la Guida ha un obiettivo solo indirettamente complementare a tutto questo.