Con Vannozzi sulle Torri
Dopo aver trattato quanto riportato nella guida di Repubblica, Le Torri di Roma. Segreti e bellezze delle periferie sui “Racconti d’autore” e sugli “Itinerari”, passando per alcune segnalazioni sulla vivacità associativa del territorio come La Via del Fare e CittadinanzaAttiva Torre Maura, chi scrive ha sentito il bisogno di progredire e chiedere un parere d’eccezione sulla pubblicazione a una persona che stima molto. Ci sono amici che non frequenti più o che frequenti poco, con cui sei cresciuto dall’adolescenza fino alla fine dei vent’anni, a cui pensi sempre in determinati momenti. Da quando ho preso in edicola la guida ho pensato a lui e quindi l’ho cercato.
Dall’incontro che ne è scaturito, chi scrive ha deciso di pubblicare tre articoli non troppo lunghi (considerato il veicolo blog), a partire da questo che sarà di chiarimento e definizione generale sul termine “torre” e di presentazione dell’interlocutore. Gli altri due che usciranno a seguire, conterranno un excursus su alcuni territori citati dalla guida, con alcuni approfondimenti puntuali.
Stefano Vannozzi
Chi scrive ha già dichiarato l’influenza che ha avuto sulla sua “visione periferica” Stefano Vannozzi e anche una piccola esperienza con lui di diversi anni fa precipitata in un libro giornalistico. Oggi è restauratore di beni culturali e studioso di storia locale con molte ricerche sulla periferia romana (oltre che sul Molise e l’Umbria), tra le sue pubblicazioni ricordiamo almeno Ferrovie Vicinali Roma – Fiuggi – Frosinone e diramazioni. Brani di storia dagli archivi pubblici e privati. Documenti per la ricerca, 2017 Palestrina I. T. L. (con Umberto Camilloni e Stefano Panella), in cui scrive il capitolo “Ferrovie Vicinali: la tratta Togliatti-Pantano Borghese. Dalle fermate alle stazioni, storia di uomini e borgate”. Fin da ragazzo, mentre i suoi coetanei passavano i pomeriggi a giocare a pallone o a incontrarsi intorno a muretti anni ottanta, lui già frequentava case di persone che gli raccontavano storie di borgata e gli affidavano documenti e memorie che sarebbero entrati a far parte del suo archivio. Indimenticabile tra gli amici, quel giorno in cui, adolescente, consegnò una bomba di mortaio inesplosa della Seconda Guerra Mondiale, trovata durante le sue precoci passeggiate storico – archeologiche al commissariato di zona di Torre Maura, creando il panico tra gli agenti.
Chi altri, se non a lui, potevo chiedere un commento sulla parte della stessa dedicata proprio alle “Torri”: alla loro definizione e descrizione. Lo ringrazio per aver accettato.
Di cosa parliamo quando parliamo di Torri
Ho chiesto subito a Vannozzi se fosse d’accordo con quanto riportato in fase di introduzione alla pubblicazione, vale a dire che le Torri furono “erette dalle nobili famiglie come strutture difensive e simboli del loro potere” nella Roma medievale. Mi dice che c’è bisogno di una precisazione: “si deve parlare spesso in realtà, di casali fortificati inseriti in fondi e territori posseduti da conventi e ordini religiosi (della chiesa di San Sisto a Roma, di San Paolo fuori le mura, del Capitolo liberiano di Santa Maria Maggiore e così via), che venivano anche affittati a famiglie importanti e a volte erano proprietà diretta di famiglie notabili della città. Si dice, per semplificare, torri, ma si tratta in realtà di resti di quelli che erano più ampli agglomerati di casali molto estesi, che avevano al loro interno anche torri, per questo è preferibile parlare di ‘casali torri’. Le torri sono semplicemente quelle parti che, in quanto rafforzate e quadrangolari, hanno in media resistito di più nei secoli. Un esempio di come potevano essere le strutture complessive, si può riscontrare nella Torre di Mezzavia di Frascati, vicino all’attuale Ikea sull’Anagnina”.
Sul fatto che la gran parte delle torri si trovi, secondo la guida, nell’attuale territorio del VI Municipio di Roma, il parere di Vannozzi non è allineato.
“Ci sono delle torri che sono più note perché hanno dato il loro nome ad alcuni quartieri di oggi, però le torri in realtà sono tutte ben distribuite nella campagna romana intorno alla città, fuori dalle mura. Non sono quindi un aspetto principale del settore est della periferia. Per fare degli esempi dal punto di vista archeologico mancano riferimenti a torri importanti che si trovano alla Giustiniana (a nord), o al Torrino (a sud), c’è qualche riferimento a Tor Marancia, qualche riferimento a territori del V e VII Municipio, ma la parte principale è dedicata a territori del VI. Le torri nella periferia di Roma sono disseminate ovunque. È vero che molti quartieri e località che hanno attualmente nel toponimo la parola ‘torre’ insistono sul VI e V Municipio, ma questo non significa che le torri di Roma sorgano solo lì”.
Quello che “le Torri” non dicono
Che poi a uno sguardo più attento tra i casali torri, le torri e i nomi attuali di quartieri, in molti casi sembra esserci solo una lontana parentela o assonanza. In altre parole, le torri di riferimento in molti casi non insistono nei quartieri che portano il loro nome, oppure sono scomparse, oppure sono inesistenti, oppure sono esistenti ma non hanno niente a che vedere con il medioevo, perché costruzioni posteriori, se non novecentesche. Per andare con ordine grazie a Stefano Vannozzi abbiamo ripercorso quanto è stato riportato nel capitolo dedicato nella guida, alla scoperta di quello che si sarebbe potuto aggiungere o dire e non si è fatto. Abbiamo convenuto come la guida, sebbene sia un esperimento molto interessante di valorizzazione territoriale, resti su una linea di galleggiamento superficiale, senza ulteriori approfondimenti possibili sulle questioni di ricostruzione storico – archeologica dei luoghi, che sarebbero utili per comprendere molte cose del presente e molte trasformazioni.
Ma per scoprire quanto sapientemente rilevato dal gentile interlocutore di chi scrive su: Centocelle, Quadraro, Quarticciolo, Torrenova, Torre Angela, Tor Bella Monaca, Torre Gaia, Torra Maura, Tor Sapienza, Torre Spaccata, Tor Tre Teste, Tor Vergata e Villaggio Breda (senza dimenticare incursioni in territori più sorprendenti della città), dovremo attendere le due prossime puntate della serie ballerina e periferica.
